1 Luglio 2026
CorporateSpazi, persone, impatto: il rinnovamento della sede Atlante
La sede Atlante di Casalecchio di Reno si presenta rinnovata. Un secondo piano amplia gli spazi, una cucina interna cambia il modo in cui si vive la pausa pranzo, gli uffici sono stati ripensati in open space. Dietro c’è una crescita concreta: negli ultimi anni l’organico è passato da circa 60 a oltre 100 persone.
«Quando un’azienda cresce, può limitarsi ad aggiungere spazio. Noi abbiamo cercato di fare qualcosa di più coerente con quello che siamo», racconta Stefano Gandini, Head of Legal Department & Facilities Project Lead, che ha coordinato il progetto.
Uffici riprogettati per le persone: open space, luce e spazi di concentrazione
Gli ambienti di lavoro sono stati riprogettati in logica aperta e fluida, per avvicinare i team e favorire la comunicazione. I box insonorizzati completano questa logica, offrendo uno spazio riservato per una chiamata o un confronto rapido senza occupare le sale riunioni.
«L’open space favorisce la comunicazione e avvicina i team», spiega Gandini. «I box insonorizzati permettono di alternare momenti di lavoro condiviso e momenti che richiedono concentrazione o riservatezza, senza dover prenotare una sala ogni volta».
Le finestre sono ampie e distribuite su più lati dell’edificio: la luce naturale riduce la dipendenza dall’illuminazione artificiale e contribuisce alla qualità degli ambienti. Il linguaggio estetico è minimalista e funzionale: materiali puliti, palette neutra, ambienti ordinati e luminosi.
«Abbiamo lavorato perché ogni scelta avesse una ragione», aggiunge Gandini. «Estetica e funzione non erano due cose separate. Un ambiente in cui si sta bene fisicamente incide sulla qualità del lavoro, non è un dettaglio accessorio».
La cucina in sede: un cambio concreto nella quotidianità
Una delle novità più concrete è la cucina interna, ricavata nell’ampliamento. Il servizio pasti esisteva già, ma funzionava con un fornitore esterno che portava i pasti in sede con contenitori, stoviglie e imballaggi monouso. Oggi vengono preparati e serviti direttamente qui, in uno spazio aperto a dipendenti e ospiti.
«Con una cucina in sede non c’è più bisogno di trasportare nulla dall’esterno», sottolinea Gandini. «Con questo è sparito tutto il monouso che quel servizio portava con sé».
Plastica: interventi concreti, numeri misurabili
La cucina è uno dei fronti su cui Atlante ha lavorato per ridurre la plastica, ma non l’unico. Tre contenitori a persona, 120 dipendenti, dodici mesi: circa 50.000 contenitori l’anno sottratti alla catena di smaltimento. A questi si aggiungono circa 500 boccioni eliminati con la sostituzione degli erogatori d’acqua con un sistema di filtraggio diretto. Dove possibile, anche la carta nei bagni è stata sostituita con asciugatori ad aria.
«Non abbiamo fatto una lista di cose sostenibili da spuntare», dice Gandini. «Abbiamo cercato di fare scelte sensate in ogni punto del progetto. Alcune hanno un impatto misurabile, altre meno. Ma l’approccio è stato sempre lo stesso».
Consumi energetici: impianti e scelte architettoniche
L’attenzione ai consumi energetici in Atlante ha radici consolidate. Tra il 2013 e il 2020, l’assorbimento di potenza era già sceso da 120,7 kW a 75 kW, il consumo elettrico da 43,2 kW a 29 kW. Con il rinnovamento, gli impianti di condizionamento sono stati sostituiti con pompe di calore. Le scelte architettoniche hanno contribuito a contenere i consumi in modo passivo: l’esposizione dell’edificio favorisce il riscaldamento solare in inverno, le tende parasole limitano il surriscaldamento in estate riducendo il carico sull’aria condizionata.
«Quando si aggiunge cubatura, i consumi assoluti cambiano», osserva Gandini. «La domanda è se si sta usando bene quello che si consuma. Le scelte fatte sugli impianti e sulla struttura vanno in quella direzione».
«La nostra vision è essere un’azienda dove i colleghi amano lavorare», conclude Natasha Linhart, CEO di Atlante. «Questo progetto è uno dei modi in cui quell’obiettivo prende forma: spazi belli, luminosi, pensati per le persone che li vivono ogni giorno».