Food Fraud: Focus Spalmabili | Atlante
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Copertina Food Fraud spalmabili

Food Fraud: Focus Spalmabili

L’Osservatorio Food Fraud di Atlante pone l’attenzione sui rischi connessi a prodotti e categorie. L’obiettivo? Diffondere consapevolezza e garantire alle imprese di poter lavorare con maggior responsabilità

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Contesto

Giro d’affari di circa 1 miliardo di euro in Italia nel mercato delle spalmabili dolci nell’ultimo anno, con un trend in crescita a valore (+6,1%) e volume (+1,4%). Creme e confetture base frutta sono i segmenti principali, rispettivamente al 47,5% e 38,5% del valore della categoria. Segue il miele al 14%. Nel segmento trainante delle creme si evidenziano i prodotti in barattolo (43,4%), seguiti a distanza da quelli in bicchiere (3,1%). Per le confetture base frutta il sotto-segmento principale a valore sono le referenze in vasetto (20,5%). All’interno delle aree NIQ, il mercato cresce a valore e a volume. Area 1 è prima per incidenza a valore e volume (rispettivamente 27,8% e 26,9%), con uno sviluppo a valore più contenuto rispetto alle aree 2 e 3 (seppur considerevole: +5,6%), così come a volume (+1%). Le aree 2 e 3 crescono a valore del 7,6% e 6,3%, mentre la crescita a volume è più alta delle altre aree (3,3% e 1,2%). L’area 4 cresce a valore e volume meno rispetto alle altre (rispettivamente +4,9% e +0,3%). In gdo si concentrano il 76,9% dei volumi. Nello specifico iper 22,8%, super 43,6% e liberi servizi con la quota minoritaria di 10,5%. È possibile osservare un trend positivo di crescita per le vendite a valore in gdo (+6%), con le vendite a volume che registrano un incremento più contenuto (+1%). La crescita a valore in gdo è trainata simil mente da tutte le aree, con una leggera predominanza della 3 (+7,8%), nonostante detenga una quota del 19,9%. Per quanto riguarda la crescita più contenuta a volume, nell’area 4 rimane pressoché stabile (+0,4%). I discount veicolano il 23% dei volumi, con una crescita a valore (6%) e a volume (+2,5%) superiore rispetto alla media di categoria. In aumento il prezzo medio a confezione su tutti i canali (+3,6% totale Italia), determinato dall’aumentano dei prezzi cross-segmento, in particolare nelle creme (+4,6%).

In Italia la produzione del miele è regolamentata dal decreto legislativo 21 maggio 2004, n.179 (Attuazione della direttiva 2001/110/Ce). La legge è finalizzata alla tutela del prodotto. Si tratta di una produzione zootecnica straordinaria essendosi instaurato un rapporto fra uomo e ape (Apis mellifera). Le api producono miele dalla raccolta e trasformazione di nettare (fiori), ed altre secrezioni zuccherine di origine vegetale o animale (quali la melata, secrezione prodotta da insetti succhiatori di linfa vegetale). Il processo di trasformazione operato dall’ape è complesso ed il prodotto consumato dall’uomo è il frutto della attività di milioni di voli di bottinamento. Le sostanze zuccherine raccolte sono stoccate dalle api nei favi. Al riempimento, i favi sono opercolati (chiusi con “tappi di cera”) ed il miele fresco subisce un processo di maturazione, fisico ed enzimatico. Il miele può essere del tipo “monoflora” (proveniente da un’unica fonte floreale) o “millefiori” (non c’è prevalenza di una origine). La legge richiede la dichiarazione di origine a diversi livelli geografici (regionale, nazionale, comunitaria o extra Ue). Non è possibile l’aggiunta di qualsiasi ingrediente o additivo se non il miele stesso.

Il comparto italiano dei confezionatori di miele rappresenta un settore composto da piccole e medie imprese, per la quasi totalità a conduzione familiare, nate nell’ambito dell’apicoltura e poi evolute nel tempo, acquisendo le capacità di confezionare e di commercializzare.

Fattori di rischio frodi

Il miele è un alimento che gode, per i consumatori, di un percepito molto positivo. L’unione europea e l’Italia sono fortemente deficitari e per soddisfare i consumi interni, importano una aliquota significativa da Paesi al di fuori del blocco comunitario. La Cina è il primo esportatore di miele a livello mondiale. Le frodi sono possibili a diversi livelli: l’origine geografica e vegetale, la composizione. La frode relativa alla composizione è purtroppo remunerativa esistendo una differenza di costo significativa (dell’ordine anche di quattro a uno) fra gli sciroppi zuccherini industriali e il miele. L’evoluzione dei metodi analitici ha permesso di identificare, in una recente indagine europea, una preoccupante positività alla sofisticazione per le importazioni in UE (Indagine “From the Hives” the 2023: 46% dei campioni non conformi con picchi sulle importazioni da Cina e Turchia).

Elementi di mitigazione e controllo

La mitigazione del rischio in ambito commerciale è effettuata mediante rigorosi processi di selezione dei produttori, giusto riconoscimento del costo di acquisto e piani di verifica e di controllo ispettivo sono tarati in relazione alle origini geografiche (indici di rischiosità) ed alla complessità della catena di approvvigionamento. I piani di indagine analitici sono commisurati alle informazioni (claim commerciali) fornite ai consumatori.

Il miele viene anche utilizzato dall’industria della cosmetica e della farmaceutica (fra le altre), che lo usano come ingrediente nei composti. Si tratta di un segmento che genera un mercato aggiuntivo stimabile in circa 21 milioni di euro. Per quanto riguarda la sua funzione che rientra più direttamente nell’ambito alimentare, nell’ultimo anno sono state vendute al consumatore oltre 14mila tonnellate di miele confezionato, per un totale di 32 milioni di confezioni. Il consumo pro capite di miele si aggira attorno a 400/450 grammi (fonte: Unione Italiana Food).

Atlante contro le frodi alimentari: un impegno che parte dalla filiera

La frode alimentare è un rischio reale, sistemico e spesso sottovalutato. Per questo nel 2023 Atlante ha dato vita al programma di Food Fraud Risk Assessment — un percorso strutturato per identificare, analizzare e prevenire i rischi legati all’adulterazione e alla contraffazione lungo tutta la filiera, coordinato da Enrico Santi, Quality Assurance Manager.

Da questa competenza nasce la collaborazione con GDO Week: una rubrica curata dal team Qualità di Atlante, con approfondimenti su singole categorie merceologiche — dai fattori di rischio ai metodi di rilevamento, fino alle strategie di mitigazione.

Un contributo concreto al settore, rivolto alle catene della distribuzione, ai buyer e a tutti i partner che condividono la stessa responsabilità: garantire che ciò che arriva sullo scaffale sia esattamente quello che dichiara di essere.