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Image representing Italian culinary tradition through iconic ingredients such as pasta, tomato and basil, symbolising Made in Italy worldwide.

Atlante e l’export alimentare italiano

Connessioni globali. Il ruolo di Atlante nell’export alimentare

L’export alimentare italiano si avvicina ai 70 miliardi di euro l’anno. Un risultato che testimonia la solidità e la reputazione del Made in Italy, ma che evidenzia anche la complessità del portare i prodotti nazionali nel mondo. Dazi, barriere logistiche, differenze culturali e la concorrenza dei prodotti Italian sounding rendono la distribuzione all’estero un percorso articolato, che richiede competenze specifiche e relazioni consolidate.

Un ponte tra Italia e mondo

In questo scenario, Atlante svolge un ruolo strategico come partner per lo sviluppo internazionale di brand e fornitori italiani. La sua forza risiede nella capacità di connettere due mondi – quello dei produttori e quello dei retailer – attraverso un approccio consulenziale che combina analisi di mercato, ascolto e flessibilità.

«Il nostro compito è facilitare l’incontro tra cliente e produttore, permettendo a entrambi di comunicare al meglio e creare valore reciproco» spiega Guido Lanzarini, Responsabile Export di Atlante, intervistato da @EFA News.

Negli anni, l’azienda ha costruito un network che si estende dal Giappone al Canada, dalla Corea del Sud al Sudafrica, con relazioni dirette con le principali catene retail e operatori del food service. È una rete costruita nel tempo, fondata sulla conoscenza delle categorie, sulla fiducia e su una presenza costante nei mercati internazionali.

Un approccio consulenziale e flessibile

L’attività di Atlante parte sempre dall’osservazione del mercato di destinazione. Capire i comportamenti d’acquisto, individuare i gap di categoria e interpretare le tendenze locali sono i primi passi per definire un progetto export efficace. A partire da queste analisi, il team ricerca in Italia il fornitore più adatto, valutando la capacità produttiva, la coerenza qualitativa e il posizionamento.

«Per ogni mercato e per ogni cliente dobbiamo trovare la giusta soluzione» racconta Lanzarini. «Non ne esiste una valida per tutti: il nostro obiettivo è trovare l’equilibrio tra esigenze, cultura e obiettivi di ciascun mercato.»

Questo approccio fa di Atlante un partner diretto e trasparente: l’azienda lavora fianco a fianco con i propri fornitori, instaurando un dialogo continuo con i retailer esteri. La logica non è quella dell’intermediazione, ma della collaborazione win-win, dove ogni attore contribuisce alla creazione di valore reciproco.

Dalla tradizione italiana alle nicchie di mercato

Le categorie simbolo del Made in Italy – pasta, pomodoro, olio e sughi – continuano a essere protagoniste dell’export alimentare, ma la crescita passa anche attraverso le nicchie di mercato, che offrono spazi di innovazione e differenziazione.

«Sono le categorie che ci permettono di proporre novità, portare innovazione e raccontare la cultura italiana attraverso il cibo» spiega Lanzarini. Le nicchie rappresentano infatti una leva strategica per rinnovare l’immagine del Made in Italy all’estero e rispondere alle richieste di mercati sempre più segmentati.

Mercati strategici e nuove opportunità

L’esperienza maturata negli anni consente ad Atlante di presidiare mercati lontani e complessi. Giappone e Corea del Sud restano aree chiave, con relazioni consolidate e partnership di lungo periodo. In Sudafrica, l’azienda ha costruito negli ultimi cinque anni una presenza stabile grazie alla collaborazione con uno dei principali retailer locali.

Negli ultimi anni, Atlante ha inoltre sviluppato il mercato canadese, con focus su prodotti biologici e su categorie ad alto potenziale di crescita. Il percorso di espansione prosegue oggi anche in Europa occidentale, con progetti in corso in Francia, Germania e Spagna, mercati maturi ma ricettivi verso un approccio consulenziale e di valore.

Reattività e visione nel commercio globale

L’export alimentare è un settore che si muove in un contesto in costante evoluzione. Le politiche commerciali, i dazi e i mutamenti geopolitici influenzano rapidamente le dinamiche di domanda e offerta.
«I dazi e l’instabilità dei mercati globali cambiano rapidamente lo scenario» osserva Lanzarini. «Atlante deve mantenere una visione strategica di lungo periodo, ma anche la flessibilità per cogliere le opportunità che nascono nel giro di poche settimane.»

Questa capacità di adattamento è una delle caratteristiche distintive del modello Atlante: un equilibrio tra previsione e reattività, che consente di rispondere ai cambiamenti senza perdere solidità e continuità operativa.

L’export come collaborazione

La visione di Guido Lanzarini riassume l’essenza del ruolo di Atlante nell’export: non un semplice intermediario, ma un partner di sviluppo capace di unire mercati e culture.
La relazione diretta con i fornitori italiani e i retailer internazionali diventa una forma di collaborazione che genera valore per entrambi, contribuendo a rafforzare la presenza del Made in Italy nel mondo.

L’export, in questa prospettiva, non è solo movimento di merci ma costruzione di relazioni durature. Un percorso che unisce visione strategica, ascolto e capacità di adattamento: gli elementi che definiscono il modo di Atlante di portare l’Italia nel mondo.