Formato, Packaging E Private Label: Il Servizio Nel Food Retail Secondo Giovanna Chiarini Su GDO Week - Atlante
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Formato, packaging e private label: il servizio nel food retail secondo Giovanna Chiarini su GDO Week

GDO Week ha dedicato la coverstory del 31 maggio al concetto di servizio nel food retail, raccogliendo le voci di diversi operatori della filiera. La redazione ha scelto Atlante come voce di mercato trasversale alle categorie. Per Atlante ha parlato Giovanna Chiarini, BU Commercial Director Italia.

Formato e packaging: quando il prodotto semplifica anche la logistica

Per Giovanna Chiarini il servizio è «la capacità che ha il prodotto di semplificare la vita al consumatore e al distributore». Un processo che parte dall’ideazione e arriva al formato, al packaging, alla leggibilità a scaffale e alla continuità di fornitura.

Gli esempi che porta sono precisi. Il twin pack per la feta permette di tenere il prodotto in frigorifero senza lasciarlo aperto. Il formato da 1 kg a base quadrata entra nello scomparto laterale del frigo e, come sottolinea Chiarini, «semplifica la logistica» anche per il retailer. L’imballo da 6 vasetti invece che 24 nasce per i negozi di prossimità.

Il servizio ha sempre due facce: quella del consumatore e quella del retailer. Con un terzo punto che non si può aggirare: il prezzo. «Un servizio fuori mercato perde di valore. In Italia la base di partenza è una qualità altissima, che deve coesistere con la praticità. All’estero sono più focalizzati su immediatezza, private label e attenzione alla sostenibilità. In Italia se ne parla tanto, ma non siamo disposti a pagare di più per ottenerla».

Claim in etichetta: meno interpretazione, più decisione d’acquisto

Il consumatore si informa scrollando il telefono o direttamente davanti allo scaffale. Su questo Chiarini è diretta: «Il packaging deve avere claim chiari, espliciti e semplici, che spieghino subito il beneficio del prodotto. Sono da evitare claim troppo astratti, a vantaggio di consigli pratici e d’uso, così come suggerimenti di conservazione». Indicazioni sulle intolleranze, grassi, proteine. «Dobbiamo essere diretti e chiedere meno impegno al consumatore. Il futuro richiede qualità e semplificazione, con prodotti basici, salutari e di immediata comprensione».

Private label food retail: quando il distributore innova più del brand

Il 70% dell’attività di Atlante è sulla private label, un segmento che secondo Chiarini ha cambiato direzione: «Il distributore ha più voglia di innovare e di rischiare rispetto all’industria». Il lavoro riguarda ricette, riduzione degli zuccheri, formati nuovi come la feta spalmabile. Sul time to market la posizione è netta: «Il consumatore gira il mondo e vuole trovare sugli scaffali le novità che vede nei ristoranti etnici o all’estero».

L’articolo integrale è disponibile sulla coverstory di GDO Week del 31 maggio 2026.