Food Fraud: Focus Tè E Tisane - Atlante
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Food Fraud: Focus Tè e Tisane

Adulterazioni

Il tè è sicuramente riconosciuto come una delle bevande più popolari al mondo e la sua autenticità dipende da molti fattori legati alla composizione chimica del prodotto finale. Il cambiamento climatico globale avrà un impatto significativo sulla coltivazione del tè, sulla sua qualità finale e, in definitiva, sui prezzi del tè. L’aumento delle temperature e gli eventi meteorologici estremi rappresentano una grave minaccia per la resilienza dei sistemi di produzione del tè. Pertanto, vi è un rischio maggiore di adulterazione di tè di alta qualità, miscelati con tè più economici. I problemi di autenticità riscontrati maggiormente infatti includono l’etichettatura errata delle qualità e dell’origine geografica del tè.

Analisi genetica

Il metodo analitico su cui si basa l’analisi genetica è la tecnica di amplificazione del dna, denominata “reazione polimerasica a catena” (PCR Polymerase Chain Reaction). In particolare, il metodo denominato “dna fingerprinting”, sfrutta le variazioni (polimorfismi) esistenti a livello del codice genetico di specie o varietà, permettendo di riconoscere in modo preciso e riproducibile non solo il genere e la specie, ma anche la varietà di appartenenza di un lotto di piante officinali, sia fresco che processato. L’utilizzo delle tecnologie basate sull’analisi del dna permette inoltre di determinare la purezza di un lotto di materia prima e di identificare l’eventuale presenza di specie adulteranti, ossia l’aggiunta deliberata ed intenzionale alle piante di specie botaniche diverse, talvolta appartenenti allo stesso genere. I test sul dna, con specifiche metodologie, usati in combinazione con analisi chimiche e morfologiche, rappresentano un utile strumento per dimostrare la qualità delle materie prime vegetali e dei prodotti che ne derivano.

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Identificazione botanica

L’analisi di riconoscimento botanico di una pianta, presenta dei limiti di applicazione, soprattutto quando si considerino materie prime finemente triturate, polverizzate o micronizzate, per le quali anche l’analisi microscopica non consente di effettuare l’identificazione della specie né determinare la presenza di adulteranti o contaminanti. Attraverso la sola analisi botanica non è inoltre possibile distinguere correttamente varietà della stessa specie o determinarne l’origine geografica. Negli ultimi anni i limiti dell’identificazione botanica di una pianta sono stati superati grazie all’analisi genetica, la stessa utilizzata nel settore forense. L’analisi di fingerprint del dna consente infatti di identificare, in modo univoco e riproducibile, il genere, la specie e la varietà della materia prima, anche nel caso in cui questa sia stata processata (es. essiccata, triturata, polverizzata, liofilizzata, spremuta, etc.) e, in alcuni casi, anche nel prodotto semilavorato o finito.

Valutazioni

Allo stesso modo rilevare l’adulterazione e identificare le specie botaniche presenti nelle miscele erboristiche è fondamentale per garantire la sicurezza e i benefici attesi dai consumatori. Una valutazione completa e accurata per l’identificazione di una pianta richiede una combinazione di test chimico-fisici e l’analisi macroscopica e microscopica delle caratteristiche morfologiche delle piante.