Atlante Summit 2025 The Food Evolution | Atlante
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Atlante Summit 2025

The Food Evolution

Rivivi la giornata

Il mondo del food è in costante evoluzione.
Tecnologie emergenti, nuovi modelli di consumo, tensioni globali e un mercato sempre più interconnesso. Sono solo alcuni dei fattori che stanno cambiando il modo in cui produciamo, distribuiamo e viviamo il cibo a livello globale.

Come sta evolvendo il food system e quali scelte richiede a chi lo guida ogni giorno?
Questa la domanda che ha guidato la terza edizione dell’Atlante Summit.

Una giornata di confronto che ha intrecciato visioni internazionali e sfide operative, strategia e quotidianità.
Dalle scelte della grande distribuzione europea e mediorientale, alle frontiere dell’intelligenza artificiale, fino al significato del cibo nei diversi contesti culturali, il Summit ha offerto uno sguardo ampio e radicato nella realtà.

Rivedi gli interventi integrali ed esplora i temi emersi durante la giornata.

Uno sguardo ravvicinato su una giornata che ha messo il cambiamento al centro.

Dalle strategie della grande distribuzione europea e mediorientale all’impatto dell’intelligenza artificiale, fino al ruolo del cibo nei diversi contesti culturali: il Summit Atlante ha offerto un confronto concreto e multilivello sul futuro del food system.

In questo video, volti e voci della giornata aiutano a ricostruire i temi emersi, tra visioni strategiche, approcci operativi e domande ancora aperte.

Natasha Linhart

CEO Atlante SRL

Nel suo intervento di apertura, Natasha Linhart ripercorre l’evoluzione del nostro rapporto con il cibo, dalla spesa quotidiana al mercato alla sovrabbondanza dei supermercati globali. Una trasformazione che ha inciso sulle abitudini, sulle culture e perfino sull’emancipazione femminile.
Oggi il consumatore non si chiede solo cosa compra, ma come è stato prodotto, con quale impatto sull’ambiente e sulla società.
“Cent’anni fa abbiamo alleviato la fame. Ora dobbiamo riallineare le nostre scelte con i nostri valori, e con l’obiettivo che il pianeta continui a nutrirci tutti bene.”

James Wong

Botanico e Divulgatore

Prevedere i food trend è quasi impossibile. James Wong smonta con precisione l’illusione che esistano modelli affidabili per capire dove andrà il cibo.
I trend mediatici sono spesso costruiti per essere nuovi, spettacolari, aspirazionali. Quelli accademici restano vaghi, autoreferenziali o intrisi di bias culturali. L’idea stessa di futuro è una proiezione del presente.
“Ci piace pensare che il cibo stia cambiando in una direzione chiara. Ma più che descrivere il mondo, i trend spesso raccontano le nostre ansie, le nostre mode, le nostre illusioni.”

Ian Perotto

Chief Supply Chain Officer, Atlante SRL

L’intervento di Ian Perotto è un racconto che attraversa un secolo di logistica, a partire da un oggetto semplice quanto rivoluzionario: il container.
Nato da un’intuizione industriale, ha cambiato per sempre la geografia del commercio globale. Oggi però lo scenario è molto più complesso: volatilità, instabilità geopolitica, emergenze climatiche mettono sotto pressione la supply chain.
Perotto propone un cambio di approccio, trasformando il concetto di VUCA in una risposta concreta: visione, unione, collaborazione, azione. Per navigare l’incertezza non servono eroi, ma sistemi intelligenti e consapevoli.

Bobby Rajendran

CEO, Tamimi Markets

Dimentichiamo l’idea che l’innovazione alimentare vada solo da Ovest verso Est. Il Middle East oggi crea tendenze, non si limita ad adattarle. Bobby Rajendran racconta come una generazione giovane, con potere d’acquisto e identità culturale forte, stia ridefinendo consumi e aspettative.
“Fusion is the future” non è uno slogan, ma una realtà: prodotti locali con approcci globali, funzionalità e gusto, identità e innovazione. In Arabia Saudita il retail non è solo business, è connessione culturale.
Per crescere, serve superare la logica della transazione e costruire relazioni trasformative.

Massimo Lucentini

Direttore Generale, Iges

La spesa è cambiata, e con essa il profilo del consumatore. Massimo Lucentini traccia un quadro chiaro: meno fedeltà, più consapevolezza, scelte rapide ma ponderate. Il wise shopping non è solo una risposta all’inflazione, ma una nuova forma di intelligenza collettiva.
In questo scenario, la marca privata assume un ruolo da protagonista, non più alternativa economica ma scelta di valore. Per restare rilevanti serve essere credibili, mantenere ciò che si promette, costruire con coerenza un’identità.
Autenticità, marca e ascolto non sono opzioni, sono le nuove condizioni di accesso al carrello.

Natasha Linhart & Paul Mills-Hicks

CEO Atlante SRL – Chairman Curatyx

La tavola rotonda si apre con una domanda chiave: come cambierà il cibo nei prossimi anni?
Per Natasha Linhart l’evoluzione sarà guidata dall’Intelligenza Artificiale, ma avrà senso solo se accompagnata da un ritorno ai valori, alla coerenza lungo tutta la filiera, alla responsabilità sociale. Paul Mills-Hicks sottolinea invece il paradosso della contemporaneità: i consumatori sono più informati, ma anche più disorientati.
“Il cibo resta un fatto culturale prima che commerciale. E nel mondo iperconnesso, ciò che funziona è ciò che sa unire identità e adattamento.” La sfida non è prevedere il futuro, ma orientarlo con scelte più consapevoli.

Stephen Johnson

Head of Quality and Business Transformation, Atlante SRL

Per Stephen Johnson non è più tempo di domande sul futuro: è ora di costruirlo.
Il food tech è la chiave per nutrire il pianeta e rendere il settore sostenibile e profittevole. Agricoltura di precisione, carne coltivata, intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D, packaging compostabili: le innovazioni sono già in atto e attirano investimenti miliardari.
“Entro il 2030, il 79% delle aziende agricole userà AI o IoT.” Ma la tecnologia da sola non basta. Per fare davvero la differenza, serve educazione, collaborazione e capacità di guidare il cambiamento.

Nicola Mauri

Partner, The Vortex

L’Intelligenza Artificiale non è una scorciatoia, è una rivoluzione culturale. Nicola Mauri invita a ripensare il nostro rapporto con la tecnologia: non come fornitore di risposte, ma come strumento di confronto.
Nel food, l’AI apre possibilità concrete: personalizzare prodotti, ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi, migliorare la qualità del servizio. Ma il vero salto è nel modo in cui ci aiuta a ragionare.
“Non chiediamo all’AI di replicare quello che già sappiamo fare. Chiediamole di mostrarci ciò che ancora non vediamo.” È questo, secondo Mauri, il vero potenziale per il futuro dell’alimentazione.