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Medio Oriente: Energia e Supply Chain sotto pressione

In uno scenario internazionale sempre più instabile, le tensioni geopolitiche possono avere effetti immediati sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento globali. Per le aziende che operano nel settore alimentare e nel retail internazionale, monitorare questi segnali diventa fondamentale per comprendere l’evoluzione di costi, logistica e disponibilità delle materie prime.

Atlante segue costantemente l’andamento dei mercati delle commodity e delle principali rotte logistiche che collegano Asia, Mediterraneo ed Europa. In questo contesto pubblichiamo un aggiornamento straordinario sugli effetti che l’attuale situazione in Medio Oriente sta generando su energia, trasporti e filiere agroalimentari.

Bollettino Extra – 04 Marzo 2026

Negli ultimi giorni, l’escalation in Medio Oriente è diventata un fattore di rischio concreto per l’equilibrio di prezzi energetici e operatività della supply chain. I mercati stanno reagendo con forte volatilità su petrolio e gas, mentre le reti di trasporto – soprattutto marittime (Hormuz / Bab el-Mandeb) e, in parte, aeree – mostrano segnali di discontinuità. In questo contesto, l’impatto atteso non è solo un rialzo dei costi, ma una maggiore instabilità su noli, surcharge e tempi di transito, con possibili ricadute anche sulla disponibilità di alcune forniture.

Energia – Petrolio

  • Nelle ultime giornate di mercato, il petrolio ha reagito in modo brusco all’aumento del rischio geopolitico, con movimenti rapidi e sensibili alle notizie, tipici di una fase in cui il mercato incorpora un forte “premio di rischio”.
  • Il driver principale è di natura operativa: lo Stretto di Hormuz è un passaggio cruciale e da lì transita circa un quinto dei flussi globali di petrolio. Quando questo snodo entra in area rischio, la reazione dei prezzi tende a essere immediata.
  • In apertura di contrattazioni si sono osservati rialzi marcati sui future (WTI +7% e Brent +8%), a conferma di un contesto di volatilità elevata. Sullo sfondo, l’annuncio di un incremento produttivo OPEC+ ad aprile pari a +206.000 barili/giorno rappresenta un potenziale fattore di contenimento, pur senza neutralizzare l’incertezza legata a sicurezza e rotte.

Energia – Gas (UE) e GNL

  • Anche il gas europeo ha mostrato una reazione particolarmente marcata: il riferimento TTF ha registrato rialzi oltre il 20% in apertura, segnalando un mercato estremamente sensibile a ogni variazione del rischio percepito.
  • La dinamica resta tipica di una fase “nervosa”: la volatilità si alimenta non solo dei fondamentali, ma anche delle aspettative legate alla continuità dei flussi e alla logistica dell’approvvigionamento.
  • Il punto strutturale è la rotta: da Hormuz transita circa il 20% dell’export globale di GNL, elemento che aumenta la reattività delle quotazioni europee in presenza di stop, limitazioni o anche solo incertezza operativa.

Logistica marittima

  • Hormuz viene indicato come non transitabile in sicurezza, con sospensione dei movimenti in entrata e uscita dal Golfo; in parallelo, diversi carrier hanno sospeso i transiti attraverso Bab el-Mandeb, attivando deviazioni (anche via Capo di Buona Speranza) e allungando i transit time su più trade lane.
  • Rotte più lunghe significano cicli nave più lunghi e quindi riduzione della capacità effettiva settimanale, con tensione sullo spazio container, rischio di carenze temporanee di equipment, congestioni su hub alternativi e schedule irregolari.
  • In questo contesto non si escludono fasi in cui diventa complesso effettuare o confermare booking per origini/destinazioni coinvolte; vengono inoltre riportate chiusure o vincoli operativi su specifici porti dell’area.

Noli e surcharge

  • In questa fase il costo di trasporto può aumentare anche se i servizi restano attivi, perché i vettori stanno gestendo un contesto di rischio e di rotte più lunghe: questo si traduce spesso in sovrapprezzi temporanei legati a sicurezza e operatività.
  • I principali extra-costi che possono comparire sono: war risk (rischio guerra/assicurazioni), emergency o contingency surcharge (gestione emergenza) e adeguamenti legati al carburante quando le navi devono fare tragitti più lunghi.
  • Rotte più lunghe significano cicli nave più lunghi e quindi minore capacità effettiva a parità di domanda. Ne consegue maggiore pressione su spazio e container, con possibili rialzi dei noli e variazioni con breve preavviso, soprattutto sulle direttrici Asia–Europa e Far East–Mediterraneo.

Trasporto aereo

  • Restrizioni di spazio aereo e no-fly zone stanno portando a deviazioni o sospensioni, con tempi di transito più lunghi e operatività irregolare sul cargo.
  • L’effetto può estendersi oltre la regione: rotte più lunghe e riallocazione degli aeromobili riducono capacità e aumentano volatilità tariffaria.
  • Particolare attenzione è segnata sulle rotte Far East–Europa, dove sono attese limitazioni di capacità e pressione al rialzo.

Agroalimentare – Impatti indiretti

  • L’impatto sulle commodity agricole è soprattutto indiretto e tende a colpire prima le categorie più legate all’energia: commodity energivore o utilizzate a fini energetici (es. mais e zucchero per etanolo) e sostitutive dei petroliferi (oli vegetali per biodiesel).
  • In apertura sono stati segnalati rialzi oltre il 2% su zucchero n.5 e su alcuni olii vegetali (palma/soia).
  • Saranno possibili delle pressioni rialziste sui fertilizzanti, per effetto combinato di energia più cara e logistica più complessa.

Lo scenario complessivo si prospetta altamente dinamico: la combinazione tra volatilità energetica (petrolio e gas) e discontinuità operative nella logistica (deviazioni di rotta, capacità ridotta, congestioni, irregolarità di schedule e possibili difficoltà di booking) aumenta la probabilità di rincari e di variabilità su tempi e costi di approvvigionamento.

In questa fase il rischio principale è l’evoluzione rapida di noli, surcharge, premi assicurativi e condizioni operative, con possibili ricadute lungo le filiere, incluse quelle agroalimentari.

Atlante segnala un livello di attenzione elevato sui possibili impatti operativi lungo alcune direttrici strategiche: in particolare, si intravedono potenziali rallentamenti o interruzioni nelle forniture agroalimentari verso l’India e viene mantenuto un monitoraggio costante sulle importazioni dall’Asia, alla luce della volatilità su rotte, capacità e condizioni di trasporto.

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